{"id":2761,"date":"2022-05-13T09:00:00","date_gmt":"2022-05-13T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/unika.test\/le-cheval-en-amerique-une-arrivee-ou-un-retour\/"},"modified":"2022-10-12T08:26:25","modified_gmt":"2022-10-12T08:26:25","slug":"le-cheval-en-amerique-une-arrivee-ou-un-retour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/unika.sitointest.it\/fr\/le-cheval-en-amerique-une-arrivee-ou-un-retour\/","title":{"rendered":"Le cheval en Am\u00e9rique : une arriv\u00e9e ou un retour ?"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Il cavallo in America. Anche il continente americano ha avuto i suoi cavalli preistorici molto prima dei <em>conquistadores<\/em>. Seguiamone le tracce.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.jumpgroup.it\/unika\/uploads\/2022\/09\/cavalli-nella-preistoria-1-1024x576.jpg\" alt=\"i cavalli nella preistoria\" class=\"wp-image-4300\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il cavallo in America: dalle nebbie delle foreste pluviali, appare il cavallo primordiale<\/h3>\n\n\n\n<p>Per la <a href=\"https:\/\/www.lineaunika.biz\/le-nuove-rubriche-di-linea-unika\/\">rubrica<\/a><em> &#8220;Il cavallo nella storia: un percorso affascinante&#8221;<\/em>, abbiamo scelto una visuale un po&#8217; diversa, diciamo <strong>meno eurocentrica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Vogliamo parlarvi di un tempo e di un luogo in cui l&#8217;antenato del cavallo <strong>calpestava <\/strong>con i suoi piedi ancora privi di zoccoli, <strong>il suolo americano<\/strong>. Zampe forti e slanciate, lunghe e folte criniere al vento, mantello lucido e raso, muso allungato con grandi occhi? Nulla di tutto ci\u00f2: <strong>il cavallo primordiale<\/strong> aveva un <strong>muso corto, denti piccoli<\/strong>, non abbastanza forti per brucare le erbe ruvide. Era <strong>poco pi\u00f9 grande di un<\/strong> <strong>gatto<\/strong>, con <strong>le zampe corte e con quattro dita per ciascuna:<\/strong> insomma pi\u00f9 simile a Hi-Oh di Winnie the Pooh che a Ribot.<\/p>\n\n\n\n<p>Comparve dopo l&#8217;estinzione dei dinosauri, <strong>circa 50 milioni di anni fa<\/strong>, e si ambient\u00f2 subito molto bene insieme agli altri equidi tra le nebbie delle paludi e nelle foreste pluviali.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, durante il Miocene, il clima si fece pi\u00f9 secco e <strong>le paludi cedettero il passo alle praterie<\/strong>. Allora <strong>l&#8217;Eohippus<\/strong>, (cos\u00ec si chiamava), lasci\u00f2 le brume delle paludi e comparve gradualmente, sempre pi\u00f9 nitido, nei <strong>nuovi spazi aperti. <\/strong>In quegli spazi <strong>doveva allungare il collo e il muso <\/strong>per brucare dagli alberi e <strong>poteva correre per gli spazi aperti<\/strong>: comincia ora la trasformazione del muso, dei denti, del collo e della zampa che si muter\u00e0 in zoccolo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il cavallo in America. L&#8217;essere antropomorfo che conquist\u00f2 un continente<\/h3>\n\n\n\n<p>Tutti noi abbiamo studiato la storia partendo dall&#8217;Europa. Da questo punto di vista sembrerebbe che il cavallo sia stato introdotto in America dagli europei, in particolare dai <em>conquistadores <\/em>spagnoli. Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo studiato lo stupore degli indigeni americani, le cosiddette popolazioni precolombiane, quando videro quelli che sarebbero diventati i loro conquistatori, nonch\u00e9 sterminatori, a cavallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo un mercante azteco che si inerpica in una fitta foresta su per la Sierra, vestito di indumenti di dura agave, che si imbatte all&#8217;improvviso in un soldato spagnolo a cavallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrebbe visto una bestia altissima, per met\u00e0 umana, con due teste. Una, grande e protesa, ricoperta di pelo corto e lucido, l\u2019altra, di uomo. Un uomo molto diverso da lui, con la pelle bianca, la barba folta e, magari, gli occhi celesti. Tutto il corpo della bestia luccica di un insolito materiale grigio. Pensa alla sorpresa, allo sgomento, misto di paura, che deve aver provato&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dev&#8217;essere stato il primo incontro tra un indigeno americano e un cavaliere spagnolo. Incontro\/scontro perch\u00e9, di l\u00ec a poco, queste due civilt\u00e0 cos\u00ec diverse tra loro in quanto vissute per secoli separate, collideranno e lo scontro sar\u00e0 detonante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cavallo era un animale che non avevano mai visto e che, quindi, interpretavano come <strong>tutt&#8217;uno con il cavaliere<\/strong>. Una sorta di <strong>centauro <\/strong>che, ai loro occhi ancora pieni di mito, appariva come un&#8217;entit\u00e0 divina. All&#8217;arrivo degli spagnoli, infatti, gli unici mammiferi di grossa taglia dell&#8217;intero continente americano in parte addomesticabili, erano il lama e l&#8217;alpaca.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena questo essere sconosciuto e &#8220;antropomorfo&#8221; cominci\u00f2 a sparare, ne compresero tutta la potenza distruttrice, cominciarono a temerlo e poi a combatterlo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.jumpgroup.it\/unika\/uploads\/2022\/09\/centauri-1024x648.jpg\" alt=\"centauri\" class=\"wp-image-4310\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma lo sapevi che <strong>il cavallo aveva gi\u00e0 calpestato la terra americana<\/strong> <strong>tanto, tanto tempo prima dell&#8217;arrivo degli spagnoli?<\/strong> Molti studiosi ritengono, addirittura, che il cavallo <strong>sia comparso prima proprio in America <\/strong>settentrionale, per poi passare in Asia e in Europa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il cavallo in America. La preistoria dei cavalli nelle Americhe: luoghi diversi in tempi lontani<\/h3>\n\n\n\n<p>Facciamo ancora un salto indietro e torniamo al nostro antenato del cavallo nel continente americano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando? <\/strong>L&#8217;uomo c&#8217;era gi\u00e0, ma non sapeva ancora esprimersi con la scrittura: <strong>siamo, dunque, in piena preistoria.<\/strong> Il cavallo condivideva l&#8217;ambiente della prateria con poderosi <em>mammut <\/em>dal pelo folto e lungo, enormi orsi, nervosi rinoceronti. Ma anche feroci tigri con lunghissime zanne, moltissimi lupi che attaccavano le prede in grandi branchi. E ancora bisonti dal pelo lunghissimo e animaletti di piccola taglia come castori e volpi.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli animali si guardavano l&#8217;un l&#8217;altro con sospetto per capire ad ogni incontro quale sorte toccasse loro: se quella della <strong>preda <\/strong>o quella del <strong>predatore<\/strong>. Tutti, comunque, legati allo stesso sottilissimo filo, quello della <strong>sopravvivenza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I cavalli, dalle praterie americane verso la tundra asiatica<\/h3>\n\n\n\n<p>Durante il lunghissimo periodo preistorico, <strong>uomini e cavalli non avevano ancora fatto amicizia<\/strong>, ma questi ultimi galoppavano gi\u00e0 sul suolo americano, quindi ben prima dell&#8217;arrivo degli spagnoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo dei cavalli, nelle aperte praterie, poteva arrivare lontano, e ci\u00f2 permetteva loro di accorgersi per tempo dell&#8217;arrivo delle grandi tigri, degli eserciti di lupi, di fuggire e preservare la specie.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.jumpgroup.it\/unika\/uploads\/2022\/09\/sguardo-aperto-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4319\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Poi \u00e8 successo qualcosa: <strong>alcuni branchi di cavalli cominciarono a spostarsi<\/strong> e, attraverso il ponte di terra dello <strong>stretto di Bering<\/strong>, <strong>oltrepassarono la porta che apre all&#8217;Asia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrarono cos\u00ec nella <strong>Beringia<\/strong>, un territorio che, allora, <strong>non conosceva il gelo <\/strong>neanche nei periodi pi\u00f9 freddi e per questo rappresentava <strong>una ricca e importante fonte di cibo<\/strong> per qualunque animale lo popolasse. Compresi i <strong>cavalli giunti dall&#8217;America<\/strong> che da qui <strong>si divisero in due grandi migrazioni<\/strong>: una si diresse verso le <strong>steppe dell&#8217;Europa<\/strong>, dove pi\u00f9 tardi, probabilmente, vennero addomesticati per la prima volta. L&#8217;altra migrazione si diresse verso l&#8217;<strong>India e l&#8217;Africa<\/strong> dove avremmo potuto vederli correre tra le montagne e i fiumi delle savane.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Verso l&#8217;estinzione dei cavalli nel continente americano<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>E in America?<\/strong> I pochi cavalli rimasti furono <strong>sempre meno numerosi<\/strong> fino ad <strong>estinguersi <\/strong>del tutto. <strong>Ma per quale motivo?<\/strong> I paleontologi non hanno ancora rintracciato i motivi che spinsero i cavalli a lasciare il continente americano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.jumpgroup.it\/unika\/uploads\/2022\/09\/i-cavalli-nella-foresta-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4340\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Non fu certo a causa del freddo perch\u00e9 quelli che erano migrati riuscirono a sopravvivere a temperature ancora pi\u00f9 basse. Piuttosto si pensa che, quando il clima si fece pi\u00f9 temperato, <strong>aument\u00f2 la vegetazione, quindi le foreste<\/strong>, <strong>poco frequentate dai cavalli<\/strong> &#8211; come dagli uomini &#8211; perch\u00e9 per loro <strong>pi\u00f9 insicure<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra piante e arbusti intricati, certo <strong>il loro sguardo non riusciva pi\u00f9 a spingersi lontano <\/strong>come nelle grandi praterie e, probabilmente per questo, divennero <strong>facili vittime dei predatori<\/strong>. Tra la folta schiera dei predatori, se ne aggiunse uno, quello pi\u00f9 temibile, l&#8217;<strong>uomo<\/strong>. Armato di bastoni e punte di lance ben forgiate e letali, indossava una pelle non sua e dava loro una <strong>caccia <\/strong>insolita, diversa e senza tregua.<\/p>\n\n\n\n<p>Come nel giro di un tempo relativamente breve si sono estinti il bufalo delle praterie e il merluzzo dell&#8217;Atlantico, cos\u00ec sembra che anche l&#8217;<strong>estinzione del cavallo in America sia avvenuta in tempi piuttosto rapidi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Che si sia estinto per questi motivi o per altri, sta di fatto che <strong>per almeno diecimila anni i cavalli non si fecero vedere nel continente americano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.jumpgroup.it\/unika\/uploads\/2022\/09\/cavalliere-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4427\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Passarono i millenni e, con loro, le ere, fino ad entrare nella <strong>storia vera e propria<\/strong>, quando <strong>i discendenti di quei cavalli tornarono nel continente americano, a bordo delle caravelle, sospesi nelle imbracature<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il resto \u00e8 storia, una storia di guerra, ma anche del duraturo e inscindibile sodalizio tra cavalli e uomini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel prossimo articolo della nostra rubrica storica, torneremo a portarti al galoppo, alla scoperta del cavallo in altri ambienti e in altri tempi meno nebbiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un viaggio nella storia della costruzione ma anche della distruzione delle civilt\u00e0, che fece del cavallo un&#8217;icona metafisica e spirituale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cavallo in America. 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